Età Altomedioevale

CisternaAll’età altomedioevale è invece da scrivere il primo impianto della chiesa di Sant’Ilario e dell’area cimiteriale ad essa connessa. Successivamente al complesso ecclesiastico si addossa il primo nucleo cenobitico situato sul fronte occidentale del monumento. In questa fase viene anche realizzato un diverticolo stradale che, distaccandosi dall’antica via traiana corre parallelamente al lato occidentale della chiesa. Il rinvenimento del sepolcreto altomedioevale pone ancora una volta e con maggior insistenza, il problema della datazione della chiesa di Sant’Ilario, inquadrata tra la fine del VII e la prima metà dell’ VIII secolo d.c. sulla base di considerazioni di carattere storico-artistico. La costruzione della chiesa si avvalse in gran parte delle strutture antiche semisepolte che ne condizionarono senza dubbio la planimetria e l’orientamento. La chiesa è costituita da un’aula absidata in due campate leggermente Eta` Medievale Particolaredisuguali. Ciascuno di questi elementi è delimitato da tre archi poggianti su piedritti che sono parte dei muri perimetrali e da un quarto arco di dimensione doppia che è in comune tra i due corpi di fabbrica. Al di sopra degli archi, agli angoli, ci sono quattro pennacchi a forma di cuffia sui quali grava il peso di due cupole di diversa altezza. Questi elementi raccordano la forma quadrata della campata a quella circolare della cupola. La copertura all’esterno è formata da due tiburi separati, con tetto a padiglione. La porta d’ingresso è stretta ed alta e termina con un arco in tufi e mattoni, la stessa tecnica si riscontra nei vigorosi archi che articolano lo spazio interno e nelle monofore del tiburio più alto, fa eccezione la ghiera dell’ abside realizzata in laterizi come i piedritti che la sostengono. Per il resto l’edificio è realizzato in opus incertum con impiego di materiali di risulta sia con funzione decorativa, sia come rinforzi negli angoli.

Nulla rimane in situ delle decorazioni interne della chiesa, solo alcuni frammenti di stucco figurati databili all’VIII secolo, rinvenuti nel 1986 all’interno dell’edificio. Al contrario l’esterno riserva ancora alcuni esempi frammentari del gusto decorativo originario, in corrispondenza dell’angolo sud-ovest, dell’accesso attuale e del portale maggiore attualmente murato, che si apriva nel lato sud verso la strada.


Il Monasterium Sancti Ylari

Scavi del MedioevoIl primo documento d’archivio che ricordi il cenobio altomedioevale si data all’anno 1148 e ne rappresenta il termine ante quem per la fondazione. Pur non precisandone l’esatta cronologia di fondazione, le indagini archeologiche più recenti hanno posto in luce la quasi totalità degli ambienti della cella monastica ed hanno consentito di delinearne lo sviluppo cronologico articolato almeno in cinque fasi principali, comprese tra il tardo VIII ed il XV secolo. Si tratta di costruzioni piuttosto semplici e di esigua estensione areale. Esse vengono a collocarsi principalmente sul fronte occidentale del monumento e consistono in ambienti di abitazione e servizio, aperti in direzione del diverticolo che diramandosi dalla via traiana, prosegue con orientamento nord-sud in direzione del fiume Calore.  Degno di nota anche il numero di cisterne e pozzi per la captazione dell’acqua, evidentemente connessi anche agli usi agricoli.  Con l’età bassomedioevale si assiste al massiccio sviluppo dell’area conventuale, che dopo il sisma del 1456 subirà un primo processo di parziale ricostruzione.